PRENDERSI CURA

9/06/2023 | Comunicazione

Per il bene di tutti: nostro e degli altri

Il 15 maggio scorso, presso la sede Caritro di Rovereto, si è tenuto un incontro molto interessante sul delicatissimo tema del prendersi cura nel fine vita. A promuoverlo sono stati il gruppo di Rovereto dei soci Fondazione Hospice Trentino onlus e amici, l’Associazione Vivere in hospice OdV di Mori, la LILT Associazione provinciale di Trento Delegazione Vallagarina, con il patrocinio di VALES-

A presentare è stata la dottoressa Silvana Selmi, psicologa-psicoterapeuta, con tanti anni di esperienza nei reparti ospedalieri, la quale ha dialogato con Giada Lonati, medico palliativista e direttrice sociosanitaria di Vidas.

Vidas è un’organizzazione no profit che da 40 anni si occupa di assistenza ai malati inguaribili a domicilio e in hospice e che nel 2019 ha inaugurato Casa Sollievo Bimbi, il primo hospice pediatrico della Lombardia. La dottoressa Lonati è interessata alla bioetica, in particolare rispetto alle sue declinazioni nel fine vita.

È autrice di “L’ultima cosa bella” e di “Biotestamento”, mentre durante l’incontro ha presentato il suo ultimo libro, “Prendersi cura. Per il bene di tutti: nostro e degli altri”.

La sala era gremita di gente, tra cui molti dei nostri operatori, che ringraziamo.

Il tema crea paura ma il richiamo alla consapevolezza è più forte, soprattutto per chi ogni giorno si accinge a lavorare con persone fragili e sofferenti.

Durante l’incontro la Lonati ci ha riportato le sue esperienze di cura. Tanti incontri, tante persone, uomini, donne, anziani, giovani, padri, madri, figli: persone che, a diverso titolo, si trovano a fronteggiare il momento del fine vita. Nonostante la fragilità di questi particolari momenti, ci sono stati che vanno oltre il dolore fisico e riconducono all’essenza del rapporto tra esseri umani, in cui le dimensioni dell’ascolto e dell’accudimento possono fare la differenza per tutti i protagonisti coinvolti.

Nel prendersi cura di un’altra persona ci si arricchisce. Tutti possiamo avere bisogno di aiuto e tutti possiamo aiutare: soltanto attraverso la costruzione di questa catena di solidarietà, la vera essenza del nostro essere umani, possiamo sperare in un presente e in un futuro degni di essere vissuti.

La dottoressa Lonati ci ricorda l’importanza del rispetto verso coloro che non devono diventare ai nostri occhi soltanto “i malati”, ma che innanzitutto devono rimanere sempre “le persone”. Nonostante la fragilità, da cui nasce il bisogno di una persona verso l’altra.

Sul tema della fragilità vi alleghiamo uno scritto di Sabina Chiasera (che è stata componente del CdA delle Cooperative “La Casa”, “Alisei” e “VALES”. Da sempre impegnata nel mondo del volontariato – Banco Alimentare, Punto di Ascolto Parrocchiale, Centro Aiuto Anziani, …, sempre molto attenta ai bisogni dell’ “altro”, è stata anche Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rovereto) che abbiamo distribuito durante l’incontro.

Buona lettura a tutti coloro che desiderano compiere delle riflessioni, nonostante la comprensibile resistenza psicologica che il tema del fine vita può suscitare.

Come abbiamo detto… rendiamo più forte il richiamo alla consapevolezza!

Clicca qui per leggere il testo di Sabina Chiasera

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